
Conservare
Prima di tutto, fermare il degrado. Coperture, intonaci, soffitti dipinti: ogni intervento sarà studiato con la Soprintendenza e avviato solo con la sua autorizzazione.
Per anni le sue sale sono rimaste in silenzio. I putti dipinti sui soffitti hanno continuato a suonare per nessuno. Oggi qualcuno ha riaperto le finestre.
Una famiglia si è presa cura della villa. Con pazienza, la riporterà al suo splendore e la restituirà, un passo alla volta, alla vita di Verderio.

La villa sorge nel centro storico dell'antica Verderio Superiore. Alle sue spalle si apre un parco all'inglese di circa dodicimila metri quadrati. Dal 2007 lo Stato la riconosce, insieme al parco, come bene di interesse storico-artistico particolarmente importante.
Il primo lavoro non si vede. Fermare l'acqua, proteggere i soffitti dipinti, studiare ogni stanza prima di toccarla. Il restauro verrà dopo, e avrà i tempi che una casa di quattro secoli merita.
La villa e il suo parcoQuattro impegni, nell'ordine in cui li affronteremo. Il primo viene prima di tutto il resto.

Prima di tutto, fermare il degrado. Coperture, intonaci, soffitti dipinti: ogni intervento sarà studiato con la Soprintendenza e avviato solo con la sua autorizzazione.

Le sale affrescate torneranno a essere viste. Vogliamo farne un luogo di cultura aperto al pubblico, dove raccontare la villa e la storia di Verderio.

Una villa si conserva se vive ogni giorno. Il progetto prevede spazi di ospitalità e di incontro, che le daranno una vita quotidiana e le risorse per mantenersi nel tempo.

Dodicimila metri quadrati all'inglese, tra cedri, magnolie, tassi e platani. Lo cureremo come parte della villa, e vogliamo che torni a far parte della vita del paese, nei modi che la tutela consente.
Le immagini sono visualizzazioni di progetto. Avvertenza
Archivi, rilievi, indagini. Si interviene solo su ciò che si conosce.
Ogni scelta passa dalla Soprintendenza e dal dialogo con il Comune di Verderio.
Cantieri ordinati, informazioni chiare, rispetto per la piazza e per i vicini.
Racconteremo ciò che è deciso e autorizzato. Non prima.

Tre famiglie, quattro secoli. I marchesi Arrigoni vi lasciano i loro stemmi; il Catasto Teresiano la disegna già nel 1721. Nell'Ottocento arrivano i Gnecchi Ruscone, che qui abitano la loro prima casa di Verderio.
Leggi la storiaLa villa accoglie un numero limitato di servizi fotografici e produzioni video. I proventi sostengono la sua conservazione.

Gli Amici della Villa ricevono le notizie sul restauro, i nuovi Quaderni e, quando sarà possibile, gli inviti alle prime aperture.
Davanti, la piazza del paese. Dietro, un parco che conduce lo sguardo lontano. In mezzo, quattro secoli di vita sotto lo stesso tetto.

Il catalogo dei beni culturali della Regione Lombardia colloca la costruzione tra il XVII e il XVIII secolo. Un corpo centrale e due ali disegnano una corte aperta, secondo un impianto diffuso nelle ville di Brianza.
Una fonte dell'Ottocento ricorda gli stemmi degli Arrigoni dipinti o scolpiti nella casa. da verificare in situ
Al primo piano le stanze si aprono una nell'altra. Sopra, soffitti a cassettoni dipinti a tempera e affreschi con putti musicanti e ghirlande di fiori. In una sala, figure di telamoni a grandezza naturale reggono idealmente il soffitto.
Chi li ha dipinti, e quando, è una delle prime domande a cui il restauro dovrà rispondere.



La relazione storico-artistica allegata al decreto di vincolo descrive un parco di circa dodicimila metri quadrati, disegnato secondo uno schema paesistico all'inglese. Cedri, magnolie, tassi e platani ne segnano le stagioni.
La stessa relazione ne indica il valore più alto: la vista prospettica. Dal fondo del parco lo sguardo corre lungo il prato fino alla facciata. È il cuore del paesaggio della villa, e vogliamo restituirlo.

Accanto sorge Villa Gnecchi, già Confalonieri. Ha una storia propria e una tutela propria. Il nome simile le fa spesso confondere.
Raccontiamo solo ciò che le fonti documentano. Dove la storia ha un vuoto lo diciamo, e continuiamo a cercare.
Il nome più antico è Villa Airoldi. Nella prima metà del Seicento la proprietà passa ai marchesi Arrigoni, che la tengono per circa due secoli e vi lasciano i loro stemmi. Le mappe del Catasto Teresiano la registrano già nel 1721.
Nel 1824 la acquista Giacomo Ruscone. Alla sua morte, nel 1842, la ereditano i nipoti Giuseppe e Carlo Gnecchi, che per sua volontà ne prendono anche il cognome. È la prima casa dei Gnecchi Ruscone a Verderio, famiglia che darà al paese sindaci, scuole e opere pubbliche.
Il Novecento della villa è ancora in gran parte da ricostruire. Sappiamo come si chiude: con un lungo periodo di abbandono, in cui la casa smette di essere abitata e comincia a soffrire.
Nel 2026, al termine di una procedura giudiziaria, la villa trova nuovi custodi. Il lavoro comincia dalle cose più urgenti: studiare i documenti e proteggere l'edificio, nei modi che la tutela prevede.
La proprietà passa dagli Airoldi ai marchesi Arrigoni.
La villa compare nelle mappe del Catasto Teresiano, proprietà degli Arrigoni.
Epoca di costruzione indicata dal catalogo regionale.
Giacomo Ruscone acquista villa e terreni dal marchese Decio Arrigoni.
I nipoti Giuseppe e Carlo Gnecchi ereditano i beni e il cognome Ruscone.
Divisione dei beni di famiglia. La villa passa ad Antonio Gnecchi Ruscone.
Passaggi, usi e trasformazioni in corso di ricerca.
La villa e il parco sono dichiarati di interesse storico-artistico particolarmente importante.
Verderio Superiore e Verderio Inferiore si uniscono nel Comune di Verderio.
La villa trova nuovi custodi. Comincia il lavoro di studio e di protezione.
Hai documenti, fotografie o ricordi della villa? Scrivici. Ogni contributo sarà citato.
Queste immagini sono visualizzazioni di progetto. Fotografie d'archivio e del restauro avranno sezioni proprie.
Non vogliamo una villa chiusa dietro un cancello, né una villa trasformata fino a non riconoscerla. Vogliamo una casa storica che torni utile al suo paese, e per questo si conservi.
Oggi il lavoro è mettere in sicurezza l'edificio, con opere provvisorie e reversibili, nel rispetto delle autorizzazioni che la tutela prevede.
In parallelo raccogliamo documenti, rilievi e testimonianze. Sono la base di ogni scelta successiva.
Qui pubblichiamo fotografie reali, con la loro data. Mostrano la villa com'è e il lavoro di ogni giorno, senza ritocchi che ne cambino lo stato.
Il progetto prenderà forma solo con le autorizzazioni necessarie. Gli impegni, invece, sono già chiari.
Fermare il degrado, poi restaurare. Ogni intervento sarà studiato con la Soprintendenza e avviato solo con la sua autorizzazione.
Un luogo di cultura aperto al pubblico, nelle sale affrescate: per raccontare la villa, le famiglie che l'hanno abitata e la storia di Verderio.
Spazi di ospitalità e di incontro. Danno alla villa una vita quotidiana e le risorse per conservarsi nel tempo, senza dipendere da altri.
Un parco storico da curare e da far tornare parte della vita del paese, nei modi e nei tempi che la sua tutela consente.

Un ponte tra la storia della villa e la vita di Verderio. Non un recinto.
Annunceremo ogni passo quando sarà deciso e autorizzato. Gli Amici della Villa lo sapranno per primi.
Una villa del Seicento e del Settecento, un parco all'inglese, intonaci e pietre che il tempo ha reso unici. A meno di un'ora da Milano, la villa accoglie un numero limitato di servizi fotografici, campagne e produzioni video.
I proventi sostengono la conservazione della villa.


Cancellata, cipressi, il piano nobile con balcone. Per ritratti in esterno e campagne.

Un fondale simmetrico di intonaci caldi e persiane. Per lookbook e figure intere.

Circa dodicimila metri quadrati all'inglese, un grande cedro, prati aperti. Per campagne e video.

Infilate di stanze e soffitti dipinti, accessibili quando dichiarate sicure. Per editoriali e ritratti.

Pietra, coppi, rame, legno. Per accessori, gioielli e still life.

Il pomeriggio dorato nel parco, il tramonto sui comignoli. Le ore migliori sono indicate nell'album.
Le immagini sono indicative degli spazi e possono differire dallo stato attuale. L'album completo, con le schede di ogni ambiente, viene inviato dopo la valutazione della richiesta.
Ci scrivi il progetto, le date e la squadra.
Verifichiamo che il servizio sia compatibile con la tutela della villa. Rispondiamo entro pochi giorni lavorativi.
Una visita con la produzione, per gli spazi, la luce e la logistica.
Verbale dello stato dei luoghi all'arrivo e alla partenza. Un nostro referente è sempre presente.
Valutiamo ogni richiesta personalmente. Più dettagli ci dai, più precisa sarà la risposta.
Dati verificati, una storia breve, immagini su richiesta. Tutto quello che serve per scrivere con precisione.
Villa Gnecchi Arrigoni è una dimora di Brianza costruita tra Seicento e Settecento, con un parco all'inglese di circa dodicimila metri quadrati. Appartenuta agli Airoldi, ai marchesi Arrigoni e dal 1842 ai Gnecchi Ruscone, è tutelata dallo Stato dal 2007. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 2026 ha trovato nuovi custodi. Il progetto punta a conservarla e ad aprirla, un passo alla volta, alla vita di Verderio.
Il testo può essere riprodotto liberamente, citando la fonte.
Immagini in alta risoluzione, con crediti e didascalie, sono disponibili su richiesta.
Una famiglia può custodire una villa. Per farla vivere a lungo serve qualcosa che duri più di una famiglia.
Per questo stiamo costituendo la Fondazione Villa Gnecchi Arrigoni: un ente senza scopo di lucro dedicato alla conservazione della villa, alla sua apertura al pubblico e alla sua vita culturale.
La famiglia proprietaria custodisce la villa. Ne garantisce la cura quotidiana e la mette a disposizione dei progetti della Fondazione.
Destina le risorse alla conservazione, agli studi, alle aperture e alle attività per il territorio. Rende conto pubblicamente di ogni contributo e di come è stato impiegato.
Sostengono la Fondazione con il 5 per mille o con una donazione libera, e ne seguono il lavoro da vicino.
Appena la Fondazione sarà costituita e iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore, potrai sostenerla in due modi.
Non costa nulla. Basta firmare nella dichiarazione dei redditi e indicare il codice fiscale della Fondazione.
Di qualsiasi importo, con i benefici fiscali previsti dalla legge per gli enti del Terzo settore.
Pubblicheremo qui codice fiscale, coordinate e bilanci. Fino ad allora non raccogliamo fondi.
Bilanci pubblici, rendiconto del 5 per mille, conti separati da quelli della famiglia. Gli Amici della Villa sapranno sempre dove va il loro sostegno.
Brevi studi sulla villa e sul suo paese. Ogni Quaderno cita le sue fonti.
Un modo per restare vicini alla sua storia e al suo futuro.
Riceverai le notizie sul restauro, i nuovi Quaderni e, quando saranno confermate, le prime occasioni per visitare la villa. L'iscrizione è gratuita e si annulla con un clic.
L'iscrizione è gratuita. Chi lo desidera potrà sostenere la Fondazione della villa, quando sarà costituita.
Per ricerche e documenti, per la stampa, per proposte culturali. Se hai fotografie o ricordi della villa, ci farà piacere riceverli.
La villa non è aperta al pubblico. Le prime occasioni di visita saranno annunciate qui e agli Amici della Villa.
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Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.